Retorica for dummies
- 14 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
L'argomento di oggi è la Retorica.
Cito dalla Treccani:
Attualmente possiamo intendere per retorica il complesso delle teorie che si occupano dello studio formale del linguaggio e della testualità quando entrano in gioco particolari dispositivi linguistico-formali di composizione dei testi, come accade prevalentemente in ambito politico, giudiziario, letterario e pubblicitario, esercitati con finalità sostanzialmente persuasive. Questa definizione tiene conto del valore etimologico del termine retorica (tékhnē rhētorikḗ), che in Grecia, dove si assesta a partire dal V secolo a.C., significa «arte del dire, arte del parlare», ma badando a riconoscere al termine arte l’antico significato di «insieme di tecniche pratiche». Fin dalle origini, la retorica era infatti fortemente connessa con i valori concreti della comunicazione, dato che serviva in pratica nelle situazioni in cui qualcuno desiderava convincere qualcun altro circa qualcosa di pubblica utilità. La retorica è, da questo punto di vista, lo studio formale dei metodi che si seguono nel trattare il linguaggio con finalità specifiche.
In questa definizione saltano subito all'occhio le parole "pubblica utilità" e "finalità specifiche": ecco, non ho ancora scritto niente sulla retorica e già ci scontriamo contro il nodo fondamentale. Già, perché la retorica nonostante venga usata per convincere gli altri, di fatto non è né buona né cattiva; buone e cattive, semmai, possono essere le finalità con le quali viene usata.
Quando parliamo delle tecniche retoriche bisogna SEMPRE avere in mente questa domanda: cosa è di pubblica utilità? Per quale finalità una certa persona sta usando la retorica?
Rispondere con attenzione a queste domande ci dovrebbe costringere a conoscere bene gli argomenti di discussione, ai quali vengono applicate le strategie retoriche, in modo da capire quanto questi siano stati manipolati o meno.
Non basterebbe un libro intero per citare e spiegare tutti gli autori, dal VI° secolo a.e.v., che hanno studiato e spiegato la retorica (uno fra questi, personaggio piuttosto famoso, era Aristotele), quindi vorrei concentrarmi piuttosto sulle tecniche vere e proprie, in modo pragmatico e con il medesimo spirito schietto degli intellettuali orientali. Andiamole a vedere.

Ad hominem: si attacca la persona che sostiene l'idea, non l'idea stessa. Molto in voga nella politica di oggi, dal momento che la cultura e l'educazione popolare si sono abbassate notevolmente: le tecniche più semplici e più meschine, hanno più presa. Es. Non state a sentire lui, che non riesce a mettere in fila due parole
Ad populum: si afferma che qualcosa è vero perché lo pensano in molti. È il cosiddetto 'senso comune' che, ricordiamolo, dovrebbe rimanere tale: se tutti comprano o fanno qualcosa, non è detto che sia la cosa giusta.
Ad misericordiam: si cerca di far leva sulla compassione e sulle emozioni, per deviare il giudizio sull'argomento Non credo che servano esempi: siamo piuttosto capaci di riconoscere il vittimismo.
Ad baculum: si cerca di manipolare l'argomento facendo pressione sulle presunte conseguenze negative e la paura. Es. Se non approvi questa legge, verrai considerato un nemico dello Stato.
Ad ignorantiam: si afferma che qualcosa è vero poiché non è ancora provato il contrario.
Post hoc, ergo propter hoc: dal momento che un evento segue un altro allora si pensa che ne sia la causa. Manca, tuttavia, un vero rapporto di causa-effetto.
Es. Il fatto che tu sia vivo è la prova che le mie preghiere hanno funzionato.
Cum hoc, ergo propter hoc: simile. Se due eventi capitano contemporaneamente, allora si pensa che vi sia un rapporto di causa-effetto. Es. Nei paesi con più medici ci sono più malati, quindi i medici causano le malattie. In realtà è una correlazione inversa: dove ci sono più malati, servono più medici.
Petitio principii: si assume come vera la conclusione che si dovrebbe dimostrare Es. Dio esiste (argomento da dimostrare) perchè la Bibbia lo dice. E la Bibbia è vera, perchè parola di Dio. In questo caso, si può notare anche una certa 'circolarità' degli argomenti, che si supportano a vicenda.
Argumentum ad lignum fictum: si distorce l'argomento dell'avversario per renderlo più facile da attaccare
Es. Lui dice che dobbiamo ridurre le spese militari, quindi vuole lasciare il Paese indifeso!
Aut...Aut: si pongono solamente due alternative, estremizzandole, ignorando altre soluzioni.
Es: O sei con noi, o contro di noi.
Ad consequentiam: si accetta/rifiuta un'idea in base alle conseguenze desiderabili/indesiderabili, e non in base alla logica. È una forma di appello emotivo che sostituisce la logica con la paura o il desiderio.
Es. Il cambiamento climatico non può essere reale, significherebbe che dobbiamo rivoluzionare tutta l’economia mondiale.
Labes argomentum: si afferma che un'azione porterà inevitabilmente a conseguenze estreme.
Es. Se legalizziamo questa sostanza, dovremo legalizzare tutte le droghe.
Tu quoque: si rifiuta un'argomentazione accusato l'interlocutore di ipocrisia
Es. Non puoi dirmi di smettere di fumare, se fumavi fino ad un mese fa.
Non sequitur: la conclusione non deriva logicamente dalle premesse
Es. Non puoi criticare la mia idea, non hai scritto un libro.
Ignoratio elenchi: non si confuta l'argomento principale, ma un altro che non è oggetto di discussione.
Es. Se riduciamo le tasse, non potremo migliorare gli ospedali. Sebbene possa sembrare incredibile, in realtà la questione potrebbe essere molto più complessa e i due argomenti non direttamente connessi.
Questi sono solo alcuni esempi retorici e, come accennavo prima, possono essere corretti/non corretti a seconda dell'argomento che viene trattato. Questa è la grande complicanza del nostro mondo: bisogna conoscere il contesto in cui stiamo, gli argomenti di cui si parla, per poter riconoscere un artificio retorico negativo (usato per ingannare e manipolare).
Chi parla al pubblico dovrebbe ricordarsi che è immorale e scorretto utilizzare le scorciatoie retoriche per ottenere consenso, prevaricando la verità dei fatti e la verità logica.
Noi, del pubblico, dobbiamo avere l'intelligenza di smascherare questi tentativi e, nel caso, avere l'onestà intellettuale di riconoscere eventuali fallacie anche nei nostri personaggi di riferimento, non utilizzando "due pesi e due misure".
Voglio chiudere con due citazioni importanti, che siano di ispirazione:
"Quelli che trattano separatamente la politica e la morale non capiranno mai né l’una né l’altra" - John Morley
"[...] I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge." - Art 54 della Costituzione Italiana





















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