Philosophy for Children, Community, Citizens
- 30 gen 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Il 19 Gennaio 2019 è ripartito il Corso di Perfezionamento universitario in Philosophy for Children and Community presso il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia di Firenze.
Mi trovo ad essere presente in qualità di Tutor al fianco del Prof. Mariani, Prof.ssa Bacci e Paoletti, ed alla Dott.ssa Morgione, mia collega educatrice e Teacher in varie scuole a Firenze.
Una collaborazione che, partendo dall'alto nelle aule universitarie, ha come obiettivo ultimo creare uno spazio e un tempo in cui si formino i cittadini di domani; gli stessi che - come si vede nel Post precedente - dovranno un giorno avere a che fare con l'economia ecologica, l'abbattimento delle frontiere mentali e geografiche...coloro che saranno, senza esagerare cittadini del mondo.
Si, perché la Philosophy for Children, o P4C, è una pratica educativa di natura filosofica che mette in gioco la mentalità critica, creativa e valoriale in un contesto dialogico dove il Facilitatore (Teacher) si limita, per così dire, a sostenere l'attività di ricerca dei membri della Comunità. A quest'ultima è delegata la responsabilità e la libertà di co-costruire una riflessione a partire dalla delineazione di una domanda.
Sulla base delle idee di J. Dewey e sul modello della maieutica socratica e del dialogo platonico, M. Lipman concepisce la Comunità di Ricerca come un vero e proprio modello della vita in società dove le buone ragioni, la logica, la capacità creativa e la relazione di valore nei confronti di cose e persone, sono le componenti principali di un buon pensiero e le competenze/virtù cardinali di un buon cittadino.
Un cittadino, a ben vedere, che sempre di più è cittadino globale, in barba ai (Pardon, caro Fusaro, un po' di ironia!) TURBO-POPULISMI DIGITAL-NARCISISTICI ED ESTREMISTI!
Non si tratta di una lezione di Storia della Filosofia appiattita alle sole competenze dialogiche - la matrice pedagogica è evidente - bensì di una pratica filosofica assolutamente trasversale alle materie, che si traduce ulteriormente attraverso il personalistico approccio del Teacher/Facilitatore.
E' importante l'incontro di questo Great Teacher (per gli amanti dei manga giapponesi) con la relativa Comunità di Ricerca: in maniera molto affine al Docente, questo ruolo richiede una certa indole e, a parer mio, una vera e propria vocazione per poter essere esercitato al meglio delle proprie possibilità. In ogni momento, l'allineamento con la Comunità risulta indispensabile per coglierne gli spunti e le direzioni e mettere in atto, dunque, quel "movimento" (fisico, comunicativo...) virtuoso che permette al Teacher di accompagnarla nell' attività di ricerca.
Il pre-testo di discussione può assumere molteplici forme, da quelle più strutturate logicamente (es. testo) a quelle di carattere più creativo o emotivo. Tale pre-testo viene scelto in base al contenuto argomentativo e al tipo di mezzo che sfrutta per comunicarlo, il tutto in relazione al tipo di Comunità che ci si trova di fronte e ai goals che il Facilitatore si prefigge entro il percorso messo in atto.
Le dinamiche (vorrei dire 'competenze', ma suona sterile) del dialogo, della riflessione e della discussione si acquisiscono con la continua esperienza...dentro e fuori la Philosophy for Children. Il segreto risiede nel buon approccio alle cose, anche banali. Il filosofo L. Wittgenstein scriveva, nelle sue Lezioni: "La filosofia è, in effetti, la sinossi delle banalità.
Giunge infine il momento dell'autovalutazione: la Comunità è chiamata a riflettere e valutare la propria attività di Ricerca sotto diversi aspetti: la percezione emotiva nella relazioni tra i membri; la verticalità della Ricerca nei limiti dell'argomentazione; la capacità di ascoltarsi e, dunque, comprendersi; infine, le capacità del Teacher/Facilitatore di sostenerla e accompagnarla nell'ambito della Ricerca, oscillando tra la "presenza" e la "sparizione".
Ritengo sia il momento in cui gli studenti si trovano più vicini ai loro Docenti: il momento in cui sono chiamati a svelare a se stessi riflessioni sulle mancanze e meriti, racchiuse in un metro di valutazione.
Tutto questo, in un'ora. I ritmi frenetici della nostra vita quotidiana lasciano poco tempo ad uno sguardo profondo sulla realtà: ma siamo noi che possiamo 'piegare' il tempo alla nostra indole esploratrice, ritrovando, cito Alberto Angela, il piacere della scoperta.























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