Firenze: Scuola educativa
- 14 dic 2018
- Tempo di lettura: 2 min
La scorsa settimana sono finalmente iniziati il progetto educativo "Le parole per dirlo", presso le scuole ITT Marco Polo e Istituto d'Arte di Porta Romana, Firenze.
Al team di Psicologi di sostegno guidati dal Dott. Matteo Marini è stato affiancato per la prima volta il nostro gruppo di filosofi-educatori, formati presso l'Università degli Studi di Firenze nella pratica educativa Philosophy for Children and Community appartenente al curriculum Lipman.
Si tratta di un progetto di benessere scolastico, creato e modificato negli ultimi anni al fine di mettere a disposizione degli studenti degli interlocutori giovani (..ma più grandi: dei veri e propri fratelli maggiori) che possano fare da specchio per questioni, situazioni problematiche, richieste di consigli e valutazione. In altre parole, essere al loro fianco.

Questa idea di educazione e sostegno accompagna l'attività dello sportello psicologico e trova la propria ragion d'essere in alcuni dei pensieri filosofici utilizzati come base di partenza per le nuove didattiche e la nuova scuola. (si legga a tal proposito il Documento Aperto del Ministero dell'Istruzione sul ruolo della filosofia a scuola).
Per quel che riguarda la mia formazione, sono molto affezionato alla pratica del linguaggio dell'ultimo Wittgenstein, alla scuola come 'immagine' della società di Dewey, alle competenze di Facilitatore guadagnate dall'applicazione del Curriculum Lipman e della Philosophy for Children/community, fino alla Comunicazione Generativa di Toschi che diviene Comunicazione Formativa se inserita e adeguata al processo di crescita dei ragazzi e del loro 'farsi uomini, donne e cittadini'.
La vera forza del Team, tuttavia, è la Rete: Psicologi scolastici, Educatori, Studenti Tutor, sono costantemente in contatto per venire incontro alle esigenze degli studenti. I continui aggiornamenti e la reciproca formazione cercano di rendere la scuola un organismo vivente a misura di studente.

Oggi il Nuovo Mondo (globale, digitale...) lancia nuove sfide alle quali bisogna rispondere con modelli evolutivi dinamici che formino i cittadini di domani: le forme di resistenza a questa società complessa sono molteplici, per lo più ispirate a idee tradizionaliste, negazioniste (esempio recente: A scuola nostra i ragazzi non hanno problemi! Frase smentita il giorno dopo da due studentesse del medesimo istituto), o appartenenti a quella percentuale di non-idee prodotte dall'ignoranza e dalla mancanza di approfondimento sulla realtà sociale (Altro esempio: l'uso inappropriato e inadeguato dei Social Network).
Questo tema della realtà che ci circonda è molto caro ai ragazzi adolescenti, i quali cercano per propria natura un posto nel mondo e dei riferimenti che possano in qualche modo guidarli al suo interno. La mancanza di solide basi, spesso non dipendente da loro, rappresenta un ulteriore ostacolo al loro personale processo di formazione: proprio in questo momento, senza la pretesa di fornire la verità al momento giusto, entriamo in gioco noi Educatori. Accompagnando, comunicando, dialogando, cerchiamo - maieuticamente - di portare alla luce nei giovani le proprie soluzioni alla Vita di tutti i giorni. E quale miglior luogo della scuola per iniziare a fare tutto questo? Un luogo che non solo dovrebbe fornirti una base culturale per arricchire la mente, ma anche portare i ragazzi ad avere gli strumenti per affrontare il mondo esterno.





















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