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Quando gli studenti ti sostituiscono...finalmente!

  • 1 mar 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Ma quanto è bello quando gli studenti ci sostituiscono? Siamo sinceri, è sicuramente anche una questione di energia...Docenti, educatori, psicologi, tutte figure oppresse dalla scarsità di tempo, dall'enorme quantità di burocrazia e dall'altrettante gigantesca responsabilità verso questi ragazzi che, diciamocelo, ci stanno tanto a cuore.

Ma entro il percorso formativo, il riconoscimento più grande ritengo sia - al di là del "mero" rispetto verso l'autorità di riferimento - la volontà dei ragazzi di immedesimarsi nelle figure che tradizionalmente hanno sempre contrastato per mettersi in gioco di fronte ai propri compagni.

E' richiesta, per questo, una comprensione del valore dell'attività educativa, in quanto formativa per ognuno dei protagonisti in gioco: nel caso del progetto P4C - Dinamicamente: liberi di pensare, i Tutor entrano in gioco al momento di facilitare la formazione e trasmissione di idee, giudizi, pareri e alternative in merito al progetto. Soprattutto nei casi delle classi più reticenti e caotiche, è importante ascoltare e discutere delle motivazioni che portano gruppi di ragazzi o singoli elementi a non riuscire ad allinearsi al resto della Comunità Scuola. Questo, per due motivi semplici ma non scontati:

1) Trattandosi di un progetto educativo finalizzato allo sviluppo del pensiero critico, creativo e valoriale, è assolutamente fondamentale che si plasmi e si evolva, anno dopo anno, sulla base dei feedback dei propri protagonisti;

2) poiché l'obiettivo non è ghettizzare i ragazzi, bensì includerli, è importante ascoltare le voci che si chiamano fuori dal coro e che percepiscono un piano socio-emotivo-relazionale negativo.

I Tutor, "ragazzi della classe accanto", si fanno portatori delle proprie esperienze pluriennali con la P4C e assumono il ruolo di interlocutori privilegiati accogliendo, discutendo e svelando gli aspetti familiari ed oscuri delle emozioni in gioco.

La Philosophy for Children cessa così di essere un semplice progetto esterno e aspira, giorno dopo giorno, a diventare una pratica trasversale perfettamente integrata nel sistema scolastico e nella mentalità dei ragazzi; una 'lezione di vita' - deweianamente parlando - circoscritta nei limiti di un'ora, in precisi (ma flessibili) parametri di auto-valutazione e in indicative regole di convivenza sociale.

Passo dopo passo, l'obiettivo è creare una Comunità Scuola autosufficiente.

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