La Nobile Arte dell'Insulto - prima parte
- 19 nov 2018
- Tempo di lettura: 5 min

Come promesso, i successivi post ufficiale di questo blog saranno dedicati ad una sintesi complessiva della mia relazione sul libro: La Nobile Arte dell'Insulto.
Capita spesso di trovarci nelle condizioni di voler offendere pesantemente qualcuno. Per comprendere a fondo questi 10 principi è opportuno che ognuno si cali profondamente nella parte di se stesso e sia forte dei propri valori e giudizi sul mondo, nonché dell’umiltà necessaria per migliorarli e metterli in discussione.
Uno scambio di insulti assomiglia ad un vero e proprio duello di arti marziali dove l’arma prediletta è la parola; toglietevi dalla testa un botta-e-risposta fine a se stesso, uno scambio di insulti è uno strategico scontro tra menti. Tutti quanti, consapevolmente o inconsapevolmente, applichiamo una strategia nell’atto di uno scontro (più o meno primitiva...).
Per chi si avvicina alla nobile arte dell’insulto, dunque, la prima sfida è dare il giusto valore all’insulto usandolo nella sua forma più efficace SOLO al momento giusto e senza rinunciare ad una strategia costruita su sani principi. Non saremmo diversi, altrimenti, da un becero ubriacone.
L’insulto è un’arma e come tale va usata con attenzione: gli effetti possono essere egualmente devastanti per chi la usa o per chi subisce i suoi affondi. Imparare ad usare la nostra lingua affilata significa imparare un vero e proprio codice di comportamento.
Principio 1 - CONOSCI TE STESSO, CONOSCI GLI ALTRI

In un qualsiasi scontro di arti marziali - avvenga esso dentro un ring, sul retro di una chiesa a mezzanotte o nella
realtà virtuale di Matrix - è necessario essere consapevoli delle proprie forze e di quelle dell’avversario.
Se parliamo di insulti, dunque, bisogna considerare molto bene le argomentazioni e nostro favore e quelle a nostro sfavore! Il monito da tenere a mente è sicuramente: Attenti a predicare bene e razzolare male. Uno degli errori più frequenti, dice il nostro Liang Shiqiu, è offendere l’avversario con insulti riferibili a noi stessi: il nostro avversario risponderebbe ai nostri ‘attacchi’ con grande facilità (ricambiandoci con la stessa moneta) e finiremmo per fare una figuruccia.
Essere colti in fallo è spiacevole - è come un coltello che affonda nel nostro orgoglio - e potrebbe spingerci a continuare lo scontro con un botta-e-risposta incontrollato la cui eleganza somiglierebbe a quella di un tricheco. Agli occhi del pubblico appariremmo ridicoli. La vittoria ci sfugge dalle mani. Nel duello di parole il consenso del pubblico è parte integrante della vittoria, oltre che strumento da utilizzare per conseguirla. Prestate dunque attenzione.
Principio 2: NON INSULTARE CHI NON È AL NOSTRO LIVELLO

Quando sguainate la spada, affermava con serietà il cavaliere templare Arn Magnusson, non pensare a che uccidere ma piuttosto a chi risparmiare. In altre parole, badate bene a non sparare i vostri preziosi insulti senza criterio, o finirete ben presto per rimanere senza cartucce! Dice Liang Shiqiu: è da mentecatti accanirsi impietosamente contro un avversario inferiore.
I motivi fondamentali sono due:
1- Così facendo gli conferiremmo moooolta importanza agli occhi degli altri (più di quanta non dovrebbe averne ai nostri!) 2- Inevitabilmente passeremmo per i bulletti che amano pavoneggiare le proprie abilità, togliendo importanza e serietà alla nostra persona: il risultato sarà una stoccata al nostro petto per nostra stessa mano!
Come già detto nel Capitolo I, il pubblico è la chiave per la vostra vittoria o sconfitta. Il vostro avversario, in soldoni, deve essere perlomeno al vostro livello o di poco superiore: fate attenzione, tuttavia, a coloro che detengono una grande reputazione o che hanno una buona parlantina! Prestate dunque attenzione!
Principio 3: SAPERSI FERMARE AL MOMENTO GIUSTO

Una regola già anticipata nell'articolo precedente. La tradizione di questa norma di comportamento è stata portata avanti nei secoli dalle nostre mamme grazie alla frase "Il bel gioco dura poco!". Interrompere al momento giusto uno scambio elegante di insulti dimostra prima di tutto il vostro autocontrollo.
Non solo!
E' bene fermarsi soprattutto nel caso in cui un avversario superiore regisca con un banale e sconsiderato Vaff...: niente di meglio che mettere in evidenza la sua violenza e volgarità facendo riecheggiare nelle orecchie del pubblico la sua ultima parola. Se, al contrario, rispondessimo mettendoci al suo livello...beh, fate due conti.
Contro una persona priva di importanza, invece, non si dovrebbe andare oltre il momento della sua resa a meno che non vogliate passare per bulletti.
Anche il grande Lao Tzu, grande maestro taoista, scrisse nel Tao Te Ching:
Giacchè è l'aggressore clemente,
che vince la battaglia (non quello barbaro);
è il difensore benigno,
che è inespugnabile (non il combattente spietato)
E questo, 600 anni prima di Gesù. Mica male, eh?!
Prestate dunque attenzione.
Principio 4: COLPIRE DI FIANCO, ATTACCARE OBLIQUAMENTE

<<Non è ancora finita!>>
<<Oh, si che è finita, invece… au revoir!>> [The Matrix Reloaded]
Lo scambio di battute che vi ho citato è la chiusura definitiva di un celebre duello di parole condotto dal Merovingio contro ben 3 avversari: Morpheus, Neo e Trinity. La sua vittoria schiacciante è il risultato di diversi fattori: i suoi avversari erano suoi ospiti d’onore, la location era assolutamente pubblica (un rinomato ristorante francese di altissimo livello), l’atmosfera è rimasta distesa e pacata nonostante la tensione tra i presenti… e se ciò non fosse stato abbastanza, l'assoluta tranquillità del Merovingio!
Questo è uno dei principi più strategici da un punto di vista marziale, occorre quindi ricordare un aspetto del combattimento molto importante: la vittoria non è decretata solo dalla forza o dalla velocità con sui si colpisce. Bisogna lavorare anche sul modo di esprimersi: ricordatevi che il vostro obiettivo è prima di tutto far CAPIRE l’insulto al vostro avversario!
Attaccare in linea retta e bruciare le distanze seguendo la strada più veloce e diretta non è sempre la cosa giusta da fare.
Per attaccare di fianco in modo da non essere intercettati è sempre bene usare una parola cordiale (ma non troppo) condita con un po’ di comprensione: in questo modo avrete carta bianca per FARE ALLUSIONE a tutti i misfatti e i lati peggiori dei vostri avversari, fino al momento in cui loro si renderanno conto di essere stati smerdati clamorosamente.
<<Giunti a questo momento cruciale, sarà sufficiente una sola parola per farla finita.>> dice Liang Shiqiu. Il filo della nostra lingua andrà dritto a recidere la cintura dei loro pantaloni, lasciandoli con le braghe calate.
In sintesi: pacatezza, cordialità, non pretendere di finire tutto istantaneamente. Attendete. A tal proposito, ricordatevi che in Cina ogni combattimento inizia con un saluto e una parola cortese, <<Prego!>>.
Prestate dunque attenzione.
Principio 5: CONTEGNO PACATO

Seguendo l’esempio dei grandi maestri di arti marziali (il grande Maestro Splinter delle Tartarughe Ninja, Maestro Oogway di Kung Fu Panda, Ken il Guerriero, Pai Mei di Kill Bill, il Maestro Miyagi di Karate Kid, etc...), in uno scontro di insulti è necessario non perdere MAI la calma.
Solo i buzzurri credono che <<parole inappropriate, volti paonazzi, muscoli contratti, vene che sporgono, voce collerica e litigiosa, modi dozzinali da vecchie bisbetiche>> siamo i termini in cui si determina la condotta di un maestro.
In altre parole, più sbraitate come tacchini e più perderete energia e CREDIBILITA’...poco importerà che voi siate consapevoli o convinti della vostra ragione: agli occhi degli altri sarete topini strillanti degni di poca considerazione e tanto compatimento. Tanto vale impegnarsi per ottenere una propria soddisfazione e l’approvazione altrui, no?!
Siate dunque rilassati (a maggior ragione se siete dalla parte del giusto) e rispondete con ironia punzecchiando il vostro malcapitato avversario: spingetelo a perdere il proprio controllo e a fargli spendere energia fin quando non avrà più banane!
A volte, per far questo, basta sorridere sardonicamente in risposta alla sua rabbia sempre più incontrollabile! Giunti al momento critico – la classica goccia che fa traboccare il vaso – basterà niente per vincere per KO tecnico!
Prestate dunque attenzione.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Questi erano i primi cinque Principi della Nobile Arte dell'Insulto: insieme agli altri creano un vero e proprio codice di comportamento applicabile nelle situazioni quotidiane che ci permette non soltanto di garantirci una solida base per le relazioni più spinose e i tentativi di manipolazione, dai più semplici ai più complessi. Qualche esempio? Basta accendere la TV o accedere al vostro account Fb personale.





















Commenti